Iran, stupri di massa sui dissidenti in carcere
Le lettere dei prigionieri raccontano di violenze sessuali consumate nelle celle per punire gli oppositori del regime. Una dato che conferma quanto denunciato nel 2010 da Amnesty International
Stupri di massa vengono compiuti dai criminali rinchiusi nelle carceri statali iraniane ai danni degli oppositori politici e dei giovani dissidenti con cui dividono le celle, con il benestare e l’incoraggiamento delle autorità carcerarie.
Un drammatico resoconto testimoniato dalle lettere dei detenuti alle famiglie, pubblicate su siti internet di movimenti politici oppositori del regime del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Giovani dissidenti raccontano di come lo stupro sia “una pratica comune ed accettata” all’interno delle maggiori carceri, da cui nessuno è al sicuro. (read more)
Stupri di massa vengono compiuti dai criminali rinchiusi nelle carceri statali iraniane ai danni degli oppositori politici e dei giovani dissidenti con cui dividono le celle, con il benestare e l’incoraggiamento delle autorità carcerarie.
Un drammatico resoconto testimoniato dalle lettere dei detenuti alle famiglie, pubblicate su siti internet di movimenti politici oppositori del regime del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Giovani dissidenti raccontano di come lo stupro sia “una pratica comune ed accettata” all’interno delle maggiori carceri, da cui nessuno è al sicuro. (read more)