Generale esercito britannico conferma: 'Freddie Scappaticci era il nostro infiltrato Stakeknife'

“Freddie Scappaticci era il nostro agente più importante nelle file dell’IRA”. John Wilsey, ex ufficiale dell’esercito britannico, distaccamento Land Forces, ha confermato l’identità del più importante agente sotto copertura infiltrato nella Provisional Ira durante i Troubles. Le trascrizioni delle telefonate

Si tratterebbe di Freddie Scappaticci, nome in codice Stakeknife, all’epoca membro della squadra di sicurezza interna dell’Ira (la temuta Internal Security Unit) e che, dal 2003, vive al di fuori dell’Irlanda del Nord. Scappaticci, classe 1946, originario di Belfast e figlio di immigrati italiani, ha sempre negato le accuse di essere stato un double agent al servizio del Regno Unito, riconoscendo solo il suo ruolo di “attivo repubblicano” all’interno dell’organizzazione dissidente.

“Era il nostro segreto più importante”, ha affermato il generale John Wilsey, comandante dell’esercito britannico in Irlanda del Nord dal 1990 al ’93. “Era una gallina dalle uova d’oro, qualcosa di fondamentale per l’esercito. Siamo sempre stati molto prudenti sul suo conto”. Il generale Wilsey ha ammesso i dettagli sull’identità di Scappaticci in una conversazione telefonica con Ian Hurst, un ex militare che si occupava di intelligence, che ha poi diffuso in rete il tabulato della registrazione. Hurst telefonò presso l’abitazione del generale in due occasioni, sabato e domenica scorsa, dicendo di essere un giornalista di Channel4 e usando il nome fittizio Jeremy Chiles.

Nelle prossime settimane la corte di Smithwick sentirà a Dublino la testimonianza di Hurst nell’ambito delle inchieste sugli omicidi degli ufficiali del Ruc Harry Breen e Bob Buchanan – freddati a Jonesborough, in Co. Armagh, nel 1989. L’inchiesta, sotto la direzione del giudice Peter Smithwick, è stata istituita per dirigere le indagini sugli omicidi eccellenti dei due ufficiali durante i Troubles. Dopo un anno di negoziati con il ministero della difesa, il giudice Smithwick riuscì ad ottenere l’apparizione in tribunale dell’ex militare e mediatore d’intelligence Ian Hurst. Nella sua testimonianza, Hurst disse che c’era la possibilità che quattro membri del gruppo di fuoco che uccise gli ufficiali fossero stati agenti al servizio dell’intelligence che operava in Irlanda del Nord. Secondo Hurst, Fred Scappaticci era uno di questi.

Nella conversazione telefonica registrata tra Hurst e il generale, Wilsey descrive almeno due diverse occasioni in cui entrò in contatto con l’agente infiltrato nell’Ira, a cui fa riferimento sia come Stakeknife sia come Scappaticci. All’epoca, Stakeknife era un membro importante della sezione di sicurezza interna dell’Ira, il cui compito era di scoprire eventuali informatori della polizia e dell’esercito. Il primo incontro avvenne dopo l’avvio dell’inchiesta, presieduta dall’allora capo della Metropolitan Police John Stevens, sulla presunta collusione tra le forze di sicurezza e i gruppi paramilitari.

“Il capo dell’intelligence in Irlanda del Nord [il colonnello Colin Parr] venne da me dicendo che Stevens stava indagando a fondo, e che Fred Scappaticci era nervoso. Mi chiese se avessi potuto incontrarlo e rassicurarlo circa l’importanza del suo lavoro. E lo feci”.

All’incontro tra i due, a sud di Belfast, Wilsey disse a Stakeknife di contattarlo personalmente se mai avesse avuto problemi di qualunque genere. In seguito, Scappaticci lasciò l’Irlanda del Nord e chiese assistenza legale. Wilsey passò allora la richiesta alle “sezioni appropriate”, e ritiene che l’agente ricevette il supporto che voleva. Il generale afferma inoltre che Stakeknife venne reclutato nel 1976 e che il suo primo intermediario fosse un soldato di nome Peter Jones. Nel 1984 venne istituitala ForceResearchUnit (Fru), un’unità specializzata per gestire agenti e informatori, alla quale vennero assegnati Jones e Scappaticci.

Lo stesso Hurst servì presso il Fru. Secondo Wilsey, i reparti speciali del Ruc “volevano strapparci Stakeknife, lo volevano solo per loro. Fred però non voleva passare sotto la polizia, perché riteneva fosse settaria”. “[Alla fine], il Fru lavorava per l’MI5 [il servizio segreto britannico], e quindi il Ruc e tutta l’intelligence passò a loro”, ha detto il generale. “Io ero solo responsabile per amministrarli e promuoverli. Non erano la mia unità”.

Commentando le rivelazioni, l’ex direttore della pubblicità di Sinn Fein, Danny Morrison, ha riferito: “[I servizi di intelligence] usavano gli agenti come pupazzi. Decidevano chi viveva e chi moriva in giochi di guerra perversi e privati”.

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