Rifugio Vicenza, un monumento eterno ai montanari di ieri e di oggi

Il Rifugio Vicenza rappresenta – in tutti i sensi – una “pietra miliare” del rapporto secolare che unisce le nostre montagne e gli uomini che le attraversano.

Le rocce che compongono i suoi muri, eretti oltre un secolo fa, sono il sigillo che congiunge due secoli di avventurieri, alpinisti, turisti e visitatori di ieri e di oggi che salgono le vie impervie e maestose del Gruppo del Sassolungo.

Il Rifugio Vicenza si staglia tra il Plattkofel e il Langkofel (o Sassopiatto e Sassolungo), a 2.256 metri s.l.m. e ai piedi del canalone roccioso che sale fino alla omonima Forcella Sassolungo – il valico dove si toccano il Langkofel e la Cima delle Cinque Dita. Il gruppo montuoso prosegue poi con il Dente di Mezdì e il Sassopiatto, ed è di fatto una delle catene simboliche delle Dolomiti.

Costruito nel 1903 dal gruppo alpinistico tedesco-austriaco DÖAV, il Rifugio Vicenza è ancora oggi una struttura che si “ciba” della montagna su cui si trova. La sua roccia è diventata pietra per i muri, e il ruscello del canalone porta acqua – pura, buonissima e gelata – ai rubinetti.

Raggiungerlo, scendendo dalla forcella o arrivando “dai lati” provenendo dal Monte Pana, dal Sasso Piatto o dal de Seura, è un’esperienza emozionante da provare. Si intravede prima il tetto, mimetizzato sullo sfondo della parete di roccia, poi si distinguono con chiarezza le pareti e la bandiera sventolante; prima di capire cosa sta succedendo, si è seduti in terrazza armati di birra e panorama.

Dalla balconata in legno davanti al Rifugio Vicenza si ha un’ottima vista della valle e dell’abitato più in basso, che si apre come un miraggio tra le due ripide pareti montane. All’interno del rifugio, una sala ristorante con stufa in maiolica, e un piano superiore dove trovano spazio 69 posti letto, per ospitare i viandanti per la notte.

Chi si ferma a dormire ha la fortuna di assistere, da un palco privilegiato, a due momenti della giornata che rendono così intenso lo scenario intorno al rifugio: il tramonto, con le ombre che scivolano lente sulle rocce, e l’alba, con la foschia spessa e gelata impadronitasi della montagna durante la notte.

Il Rifugio Vicenza è anche il punto di partenza della via ferrata Oskar Schuster, che sale fino alla cima di mezzo del Sasso Piatto, a quota 2.955 metri s.l.m. Il percorso segue il tracciato aperto a fine ‘800 dagli alpinisti Schuster e Wilhelm Lohmuller. È una bella ferrata che si inerpica in un paesaggio roccioso articolato, tra punte sporgenti e passaggi esposti modellati nei secoli dagli elementi e dai ghiacci.

Vanno messe in conto circa due ore e mezza – un’oretta di cammino dal Rifugio Vicenza per arrivare all’attacco della ferrata, e un’ora e mezza circa di salita – per raggiungere la croce sulla cima di mezzo. Una volta in cima, in un’oretta si può scendere agevolmente sull’altro costone, arrivando così al Rifugio Sassopiatto/Plattkofelhütte. (read more on turismo-in.it)




Photo credit: Davide Ghilotti